• Nuovi Progetti

    LORENZO TUCCI  SPARKLE

    Luca Mannutza | Piano

    Luca Fattorini | Contrabbasso

    Lorenzo Tucci | Batteria

    with

    Flavio Boltro | Tromba

    Karima | Voce #E po’ che fa’

     

    Esce ad Aprile 2016 per Jando Music|Via Veneto Jazz Sparkle , l’ottavo lavoro discografico di uno dei batteristi più apprezzati nella   scena jazzistica italiana ed internazionale: Lorenzo Tucci .

    Il disco contiene otto brani originali composti da Tucci e due omaggi a due grandi nomi della musica mondiale: Sting e   Pino Daniele.

    Tucci in questo album dimostra,oltre alle già apprezzate capacità di performer, straordinarie doti di compositore.

    I temi non sono basati sulla forma “Standard”, tipica del jazz più tradizionale, ma sono in gran parte come piccole suite, con un approccio melodico e fruibile per l’ascoltatore e con un’imprevedibilità, che fa di SPARKLE un progetto discografico di jazz contemporaneo.

    Lo stile è particolare e sia il pianista Luca Mannutza , sia il più giovane, ma già affermato Luca Fattorini risultano a proprio agio, tessendo insieme al leader trame dal sapore nuovo, vivace e raffinato.

    Ad impreziosire ulteriormente la session c’è la tromba di Flavio Boltro , veterano del jazz internazionale che, con la sua sensibilità, si inserisce perfettamente nella ritmica.

    La title track è Sparkle Suite , brano in tre tempi: un esempio di composizione che caratterizza l’intero album; in So One , un brano in 5/4,si dimostra la voglia di arrivare al cuore dell’ascoltare in modo mai banale o scontato. Past e Grow sono brani diversi fra loro, ma accomunati da un’esplicita musicalità. Two Years è il brano più movimentato, con un’energia equilibrata e matura e mai urlata. Suggestiva la slow bossa L&L , in cui sia Mannutza che Boltro riescono ad esprimere al meglio tutte le loro doti liriche. A seguire Keep Calm , brano groovy dal drumming lineare e rilassato,con piccole poliritmie che offrono una piacevole illusione acustica.

    L’ultimo brano inedito Tarì è ispirato ad un luogo reale, ma   anche ideale, nel quale Tucci realizza un sound apparentemente spensierato, ma armonicamente più com plesso.

    Gli omaggi a Pino Daniele e Sting, trasformati in veri e propri standard jazz, sono di rara bellezza: il primo è affidato alla voce incantevole di Karima che interpreta E po’ che fa’ , mentre Seven Days è eseguita in trio, con Tucci, Mannutza e Fattorini che regalano una versione inedita e convincente del brano di Sting.

    Di seguito il link a cui scaricare il booklet di Sparkle e acquistare in pre order su I Tunes: 

    http://www.jandomusic.com/en/releases?id=276

     

     

     

     

     

     

    “DRUMPET”

    LORENZO TUCCI with FABRIZIO BOSSO

    Drumpet nasce da un’idea del batterista Lorenzo Tucci che torna alle “origini del ritmo”, unendo i tamburi, considerati la prima forma musicale, alla voce umana, egregiamente rappresentata dalla tromba di Fabrizio Bosso.

    Tucci e Bosso, che collaborano stabilmente da oltre quindici anni, attraverso questo duo offrono al pubblico un mix di sonorità inedite ed accattivanti, dove batteria e tromba si uniscono per dar vita ad un progetto unico ed originale.

     

    Tucci sceglie sonorità gravi e allo stesso tempo asciutte. I suoi ritmi sono tribali e avvolgenti. Bosso sviscera sonorità a volte cristalline, a volte profonde e calde.

     

    I temi affrontati in Drumpet, oltre ai brani originali, vanno dalla tradizione folk all’improvvisazione totale, da ambientazioni tribali a sbalzi repentini quasi Rock, con un affiatamento maturato con il tempo che Tucci e Bosso trasmettono dalla prima all’ultima nota.

     

     

    LORENZO TUCCI “TRANETY”

    Lorenzo Tucci batteria
    Claudio Filippini pianoforte
    Luca Bulgarelli contrabbasso

    Si intitola Tranety questo progetto  di Lorenzo Tucci che continua la sua ricerca sulla possibilità espressiva offerta da un trio batteria pianoforte e contrabbasso , riunendo attorno a sé due personalità forti e di spicco nel panorama italiano: Claudio Filippini e Luca Bulgarelli. I due hanno telepatia e mestiere a sufficienza e anche più per garantirgli climi e colori perpetuamente cangianti. Inoltre il trio, una fabbrica di lucido sentimento, si muove sui principi dell’interazione totale; i ruoli sono paritetici e ciò ispira fortemente la poetica del leader Tucci

    Ancora una volta, come era stato per DruMonk, Tucci sente il dovere di rendere omaggio alla storia e a molti di quei protagonisti dell’epoca d’oro del jazz: questa volta il pensiero va diretto a John Coltrane. Del suo repertorio – quasi a volerne ribadire importanza del compositore e del pensatore e non solo dell’esecutore – il trio ripesca qua e là da quel multi sfaccettato mondo, riuscendo persino disegnare le rotte di tre brani originali che ben si incastrano col restante repertorio: Hope e Solstice di Tucci; la struggente Ivre a Paris, di Filippini.

    Il suono della batteria sembra fatto di una sostanza apollinea, specie laddove i melodismi triturati di Filippini si incontrano con le serrate pelli di Tucci, e il pianoforte dimostra la propria eccellenza come solista attraverso una tecnica vorticosa quanto disinvolta, con il contrabbasso elegantissimo nei gesti e nelle movenze